E – senza

Si continua a rifare la storia, ma inversamente è quest’ultima che continua ad essere fatta da ognuno di noi, sul suo corpo.
quale personaggio avreste voluto essere, in quale epoca vivere?
e se foste invece una pianta o un  paesaggio?
eppure, tutto questo, voi lo siete già, soltanto che vi ingannate nel rispondere.

g.deleuze

il lavoro trae spunto da una riflessione sui corpi, sul sesso, sul masochismo mi sono soffermata sulla vita e sulle raffigurazioni di alcune sante
vergini e martiri della tradizione cattolica vi è sempre qualcosa che ha a che fare con il corpo, con pezzi di corpo separati, martoriati, sacrificati.
sacrificati gli organi dei sensi.

… quasi che solo attraverso la tortura e l’abuso si restituisse vita al corpo altrimenti messo a tacere,privato di piacere storie di cammini in senso opposto a quello comune,a quello dominante,a quello condiviso.

strada estrema . solitaria .

queste donne che vollero relegare il corpo ad una dimenticanza assistettero invece al predominio del corpo, alla sua rivendicazione di esistenza.
gli organi strappati,il martirio, la tortura,l’accanimento su parti separate del corpo della santa non ricordano la pratica a cui si sottopone il masochista?

il dolore è per il masochista il prezzo che deve pagare non per arrivare al piacere, ma per spezzare una sorta di pseudo- legame tra il desiderio e il piacere….

il corpo del masochista è attraversato da intensità ricercate e volute.

mi concentro così su questi corpi ribelli,che si sono opposti,forse involontariamente, ad un funzionamento organico ed ordinato del corpo.

Il corpo si offre come campo d’azione,come il campo di un’esercitazione inevitabile.

artaud asseriva che il corpo è il corpo,sta solo e non ha bisogno d’organi, il corpo non è mai un organismo,gli organismi sono i nemici del corpo…
la santa martoriata ci restituisce un corpo liberato dagli organi. il mondo dell’organico diventa la metafora dell’organizzazione sociale,
in cui vige il principio dell’organizzazione dei ruoli,della gerarchia, degli strati sociali in cui ogni individuo assolve a certe funzioni ben precise.
il percorso della santa che si offre al martirio è il compimento di un’estrema ribellione uno scontro con l’ordine costituito delle cose.

…il suo corpo è attraversato da intensità ricercate e volute

condizione estrema di libertà,la santa si avvia da sola verso il proprio martirio …

le torture inflitte ai corpi delle sante – cavati gli occhi a s.lucia i seni strappati a s. agata i chiodi conficcati nella carne di s. restituta i carboni ardenti tra le mani di s. Cirilla e il tormento della fossa per s. Maddalena – , hanno un che di osceno se per oscenità intendiamo non solo divieto e trasgressione ma anche ciò che disturba le convenzioni,introducendo il disordine,
la sua irregolarità,la sua lacerazione.

i movimenti contorti,la torsione delle membra,la deformazione della spina dorsale…
…organi restituiti alla loro vita indipendente dall’organicità corporea

la storia tradizionale delle sante che ci parla di anima e di corpo dimenticato ci consegna invece un corpo frantumato che mostra i suoi organi interni,il sangue,i tendini.
un corpo corpo,non un corpo pelle…..

…il suo corpo è attraversato da intensità ricercate e volute

mi soffermo sui corpi dipinti da schiele,che dipinge lo spasmo,il disagio, le malattie della mente e della sensibilità.
corpi fragili.immaturi.esposti.

i corpi bruciano,consumano la propria luce vivendo scrive schiele e questi corpi dipinti da schiele mi sembrano più consoni a vestire
la vita della sante martoriate che non le raffigurazioni classiche che ci offrono un corpo pelle,un corpo assente – che non sente – privato
della scelta originaria di essere corpo sacrificato.
così finalmente le nostre sante si riappropriano del loro essere corpo, dei loro organi, di una vagina mai mostrata…
schiele espone genitali e sguardi in primo piano,corpi di solitudine e di panico,gesti di mani contratte,visione angolosa…
schiele sostituisce la tensione alla decorazione…..

il lavoro indaga sul corpo,sul suo funzionamento.

rintracciamo nella memoria ciò che siamo state donne solitarie sante martirizzate fiore che sboccia o carne putrefatta.
trasgrediamo l’accanimento del presente ed esploriamo i passati.
ciò che siamo state.
tutto ciò che sicuramente siamo state…
tentiamo di incarnare, e non di rappresentare una condizione del corpo.

lo spettatore condivide il medesimo spazio, condivide un presente in divenire.

danza estremamente visiva,quadri viventi…
ogni senso di chi assiste è stimolato,non solo la vista e l’udito, ma il tatto,il gusto,l’olfatto…

che odore ha la carne bruciata ?…
che cosa si prova accarezzati al buio da una piuma ?…..

e-senza