Seminari

il corpo danzante esiste quando si libera della dominazione della tecnica, quando è al tempo stesso dominatore e ricettore, sicuro e esitante, memoria e verginità, raccoglimento e oratoria, alla frontiera tra l’ipotesi e l’azione

il corpo, come il tempo, cambia continuamente.

cambia a seconda delle condizioni fisiche e dell’ambiente in cui si trova.

l’osservazione di questi cambiamenti, della nostra struttura corporea e mentale, dell’interno e dell’esterno del corpo è base del lavoro da cui nasce la danza.

danzare il luogo, essere all’ascolto, conoscere le strategie del movimento, dello spostamento.

aprire il corpo e il pensiero ad un discorso di immediatezza, di vigilanza, di mobilità.

tutte le fasi del lavoro implicano la doppia e simultanea osservazione, interna e esterna.

un laboratorio in continua evoluzione, la trasformazione e l’ evoluzione sono la sua stessa base.

pratica sperimentale inseparabile dalla relazione tra sé e l’ambiente (lavoro sul-nel territorio) e tra sé e gli altri/altro.

il lavoro si concentra sul corpo nel suo aspetto dinamico, sulla struttura del movimento più che sulla sua forma o estetica

Il corpo non viene utilizzato come uno strumento che esegue movimenti imposti e virtuosi ma come strumento di percezione dello spazio, ricettore di stimoli e veicolo di energie.

non si chiede al corpo di ingabbiarsi dentro una tecnica, dentro forme limitanti.

infatti le possibilità di apertura e di espressività del corpo sono sorprendenti.

la scommessa è quella di allargare il campo di queste possibilità.

Il lavoro è intenso e richiede motivazione e concentrazione.

si rivolge a danzatori, attori, educatori, terapisti, insegnanti, architetti, ricercatori e studenti di materie artistiche e teatrali, a quanti siano interessati ad una riflessione sul funzionamento corporeo e sul rapporto corpo-paesaggio.

aiuta a conoscere il proprio corpo e a avvicinare e scoprire le proprie capacità motorie, ad orientarsi nello spazio, a incontrare l’idea del tempo e della durata, a sviluppare l’ascolto, la capacità di relazione, l’immediatezza.

la prima parte del lavoro che tende ad arricchire la mobilità abituale del corpo, prevede un training fisico che abitua alla resistenza, all’elasticità, all’agilità e all’ancoraggio.

si lavora sulla dissociazione e si propongono movimenti insoliti che combattono la meccanicità abituale del movimento.

una sfida nei confronti delle usuali espressioni fisiche che offre una nuova libertà ai partecipanti.

proposta di movimenti “essenziali“ in cui ogni ornamento, lo stile, la forma, non contano.

il corpo ritrova la sua originaria semplicità.

è un lavoro di gruppo in cui ognuno agisce secondo le proprie possibilità, osservando, e non giudicando, sé e gli altri.

gli “esercizi” allenano il corpo a diventare uno strumento, a rendere i muscoli forti e flessibili in seguito, nella danza, il corpo va però dimenticato. esso è solo uno strumento armonioso e ben allenato, i cui movimenti però non esprimono solo le leggi motorie, come nella ginnastica, ma rimandano a “altro”, ci parlano di “altro”.

la seconda parte prevede ateliers guidati in cui sviluppiamo la conoscenza del corpo fisico, sensibile, percettivo, relazionale, immaginativo.

ci si concentra sull’esperienza del corpo nel paesaggio e si investiga la sua qualità attraverso l’esplorazione dello spazio.

tentativo di incontrare la danza attraverso i luoghi, attraverso gli altri.

rapporto con la terra, con lo spazio, con il tempo (tempo esterno-tempo interno)
rapporto con il luogo in e per cui agiamo
lavoro a coppie (manipolazioni, specchio, simmetria–asimmetria)
lavoro ad occhi chiusi (affinare la percezione)
lavoro all’aperto (osservazione dei cambiamenti del corpo in differenti ambienti)
lavoro sulle immagini (il corpo è memoria e la danza è immaginazione)
improvvisazione
composizione

la memorizzazione, la scrittura e lo scambio sono parte integrante dell’esplorazione

la particolarità di questo lavoro che per questo si differenzia dall’insegnamento “tradizionale”della danza è che la consegna è precisa, ma all’interno di questa consegna ognuno è libero di scoprire il suo movimento, di farlo nascere e rivendicarlo (il movimento non è imposto con la trasmissione di sequenze fisse, non si insegna ad imitare dei movimenti ma a crearne di propri).

ognuno scopre la propria danza, immaginando, giocando ad essere qualcun altro, mettendosi in relazione con lo spazio, con i suoni dell’ ambiente, con gli altri.

ci si sperimenta senza competizione o timore di essere giudicati.

è più importante il processo, il cammino fatto per “arrivare” che non il risultato.

gli “esercizi” sono spesso vissuti a due: questa attitudine al partner permette di sviluppare il fenomeno dello stimolo, dello scambio, indispensabile nell’investigazione del movimento.

il fatto di una certa prossimità ci riporta alla necessità di essere presenti sempre più coscientemente.

i compagni si incontrano a caso, si lanciano in un gioco senza predeterminazione.

cercando il terreno comune tra i due corpi e andando al di là di questa intesa si scopre un nuovo respiro ludico in cui “io” e “tu” si trasformano in “noi”.

si insegna ad ascoltare, a mettersi da parte per dimenticare il “protagonismo” e imparare a collaborare e lavorare in gruppo.

il lavoro permette di esaltare le capacità di ognuno, di scoprire che la danza appartiene a tutti e considera ogni persona come unica: ci saranno sempre movimenti che sono espressione di quell’unico corpo, di quell’unica anima.

questa esperienza, (ampliamento della percezione) aiuta ad avere maggiore fiducia nelle proprie possibilità corporee, a trovare una gestualità più ricca, maggiori idee per le improvvisazioni danzate e una maggiore libertà nell’utilizzo del vocabolario corporeo.

i laboratori possono essere finalizzati alla creazione di una performance come elemento conclusivo del lavoro.

finalità della performance non è tanto il risultato finale quanto la partecipazione attiva al processo di creazione.

a me non interessa la danza fine a se stessa: per me la danza è espressione di vita e non soltanto una serie di esercizi ginnici o di movimenti aggraziati

Isadora duncan

Torino, week end intensivi a cadenza mensile

lavoro in studio e incursioni nella città

la danza in luoghi non convenzionali

centri commerciali piazze giardini

creazione e presentazione di una performance finale

12-14 luglio 2013
Seminario residenziale a Malesco
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30/31 maggio – 1/2 giugno 2013
Viaggio nelle cave etrusche
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atelier in senegal

10-26 agosto 2013
iscrizioni entro il 30 giugno 2011
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