Atelier di ricerca

Torino, laboratorio settimanale

  • marzo-giugno 2012
  • ottobre-dicembre 2012
  • marzo-giugno 2013

Seminari

  • Torino: 6-7 aprile, 18-19 maggio 2013
  • Brescia: 11-12 maggio 2013
  • Residenziale in Val d’Ossola: 12-14 luglio 2013
  • Residenziale in Senegal: 10-26 agosto 2013

il corpo danzante esiste quando si libera della dominazione della tecnica, quando è al tempo stesso dominatore e ricettore, sicuro e esitante, memoria e verginità, raccoglimento e oratoria,alla frontiera tra l’ipotesi e l’azione

Il corpo, come il tempo, cambia continuamente.
Cambia a seconda delle condizioni fisiche e dell’ambiente in cui si trova
L’osservazione di questi cambiamenti, della nostra struttura corporea e mentale, dell’interno e dell’esterno del corpo è base del lavoro da cui nasce la danza.
Danzare il luogo, essere all’ascolto, conoscere le strategie del movimento, dello spostamento.
Aprire il corpo e il pensiero ad un discorso di immediatezza, di vigilanza, di mobilità
tutte le fasi del lavoro implicano la doppia e simultanea osservazione, interna e esterna.
Il lavoro si concentra sul corpo nel suo aspetto dinamico, sulla struttura del movimento più che sulla sua forma o estetica.

La prima parte del lavoro prevede un training fisico che abitua alla resistenza, all’ elasticità, all’ agilità e all’ ancoraggio del corpo.
Proposta di movimenti “essenziali“ mirante a dare al corpo la sua originaria semplicità. ogni ornamento, lo stile, la forma, non contano.

La seconda parte del lavoro verte sulla proposta di alcune esperienze :

  • rapporto con la terra, con lo spazio, con il tempo
  • rapporto con il luogo in e per cui agiamo
  • rapporto con gli altri
  • lavoro a coppie (manipolazioni, specchio, simmetria – asimmetria )
  • lavoro ad occhi chiusi (affinare la percezione)
  • lavoro all’aperto (osservazione dei cambiamenti del corpo in differenti ambienti)
  • lavoro sulle immagini (il corpo è memoria e la danza è immaginazione)
  • improvvisazione
  • composizione

Un laboratorio in continua evoluzione, la trasformazione e l’evoluzione sono la sua stessa base.
Pratica sperimentale inseparabile dalla relazione tra sé e l’ambiente (lavoro sul-nel territorio) e tra sé e gli altri/altro.
Il lavoro è intenso e richiede motivazione e concentrazione. é però aperto a tutti, danzatori e non.