seminari residenziali

Malesco, Val d’Ossola: 12-14 luglio 2013

Esperienza di condivisione di un tempo e di uno spazio comune, in condizioni semplici

Ogni momento della giornata condiviso è considerato base di riflessione e stimolo al lavoro. Non esiste quindi separazione fra momenti di “lavoro” e momenti di “svago”. Ci osserviamo muovere nello spazio nel tentativo di incontrare la danza nei luoghi, negli altri, nel raccogliere un sasso o un pomodoro, nel percorrere strade secondarie.
Lavoro in studio e all’aperto.

Il corpo, come il tempo, cambia continuamente.
Cambia a seconda delle condizioni fisiche e dell’ambiente in cui si trova
L’osservazione di questi cambiamenti, della nostra struttura corporea e mentale, dell’interno e dell’esterno del corpo è base del lavoro da cui nasce la danza.

Danzare il luogo, essere all’ascolto, conoscere le strategie del movimento, dello spostamento.
Aprire il corpo e il pensiero ad un discorso di immediatezza, di vigilanza, di mobilità
tutte le fasi del lavoro implicano la doppia e simultanea osservazione, interna e esterna.

Il lavoro si concentra sul corpo nel suo aspetto dinamico, sulla struttura del movimento più che sulla sua forma o estetica.

  • Iscrizioni entro il 1 luglio 2013

Sovana, Sorano, Pitigliano (Gr): 30-31 maggio / 1-2 giugno 2013

Viaggio nelle vie cave etrusche

Le vie cave etrusche sono un patrimonio archeologico unico al mondo, sconosciute dal turismo di massa e per questo intatte, immerse nell’atmosfera magica di una foresta mediterranea che ospita tra le più antiche specie di felci in Europa.

Sono percorsi scavati a mano nel tufo a partire dal II millennio a.C., santuari naturali ad uso cultuale da percorrere a piedi ora come migliaia di anni fa. Sulle pareti sono incisi simboli e animali sacri alla spiritualità preistorica e spesso parole etrusche a definirli, a terra sono visibili le coppelle sacre e i solchi artificiali in cui l’acqua piovana, scorrendo, rappresentava la triplice potenza guaritrice, generatrice e distruttrice della Natura cui il luogo era dedicato. Dobbiamo immaginare che durante i solstizi, gli equinozi e i giorni sacri che scandivano il calendario circolare lunare, per millenni il solo utilizzato dalla cultura umana, nelle vie cave di Sovana, Sorano e Pitigliano si aggirassero in festa intere confederazioni di popoli unite dagli stessi culti misterici, a celebrare in onore di antenati e defunti la natura deificata e la vita stessa.

Un invito a camminarci dentro “leggendo” nel tufo l’alfabeto della nostra interiore spiritualità preistorica.

Danzare il luogo, ascoltarlo, aprire corpo e pensiero all’immediatezza, la vigilanza, la mobilità. L’osservazione di questi cambiamenti, della nostra struttura corporea e mentale, dell’interno e dell’esterno del corpo è base della pratico da cui nasce la danza. Il corpo, come il tempo, cambia continuamente. L’esperienza che proponiamo si concentra sul corpo nel suo aspetto dinamico, sulla struttura del movimento più che sulla sua forma o estetica.

Cammineremo e danzeremo nelle vie cave catturando il senso del luogo e condividendo tempo e spazi in atmosfere semplici e pregne di suggestioni e benessere naturale.

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